14 Gennaio 2025

Cavolo lavagnino

 NOME SPECIE

Cavolo lavagnino

 NOME DELLA VARIETÀ

Cavolo genovese lavagnino

 GENERALITÀ

La pianta ha una forma allungata, con un diametro di circa 100 cm, un’altezza di circa 90 cm e può arrivare a pesare 1 kg. Le foglie interne sono poco bollose e di colore verde chiaro mentre quelle esterne sono più bollose e sensibilmente arricciate.

 TIPO DI TERRENO IDEALE

Predilige terreni a medio impasto, freschi profondi e ben drenati. Scegliere terreni con pH tra 6.5 e 7.5. Terreni troppo acidi possono provocare degli sqilibri fisiologici.

 PERIODO DI TRAPIANTO
 in nord Italia e pieno campo

Da maggio a settembre

 CONCIMAZIONI NECESSARIE
 prima di trapiantare e durante la coltivazione

Concimare con letame maturo e/o compost in autunno-inverno, vangare o fresare il terreno e lasciarlo riposare fino a primavera. Prima del trapianto usare un concime con rapporto 1/3/3.

 DISTANZE DI TRAPIANTO
 sulla fila e tra le file

Sulla fila: 40 cm
Tra le file: 70 cm

 PERIODO DI RACCOLTA
 da-a, oppure dopo quanti giorni/mesi dal trapianto

Si raccoglie dopo la prima gelata.

 PRINCIPALI AVVERSITÀ

Peronospora: è una malattia fungina che si sviluppa sulle foglie quando ci sono condizioni di caldo umido, per esempio in giugno. Per combatterla bisogna spruzzare preventivamente le foglie con prodotti a base di rame. Cavolaia: lepidottero che gradisce particolarmente la foglia del cavolo. Spruzzare insetticidi a base di piretro.

 CONSIGLI DI COLTIVAZIONE
 da legare su tutore, da cimare, ecc.

Aspettare le prime gelate per raccogliere le foglie più verdi, altrimenti conservarlo nel freezer prima di consumarlo.

 CARATTERISTICHE
 organolettiche e proprietà nutritive

Si utilizza anche per alleviare i disturbi dati da malanni stagionali, come i dolori articolari, o per favorire una buona digestione. A rendere l’ortaggio così versatile è il concentrato di vitamine.

 CURIOSITÀ E/O RICETTE
 campo facoltativo

Il cavolo lavagnino è ottimo anche semplicemente bollito, accompagnato da patate e condito con l’olio novello, oppure ripieno di magro in brodo. Una ricetta ligure lo vede anche come condimento del riso insieme al brodo di pesce.