Cavolo lavagnino
Cavolo lavagnino
Cavolo genovese lavagnino
La pianta ha una forma allungata, con un diametro di circa 100 cm, un’altezza di circa 90 cm e può arrivare a pesare 1 kg. Le foglie interne sono poco bollose e di colore verde chiaro mentre quelle esterne sono più bollose e sensibilmente arricciate.
Predilige terreni a medio impasto, freschi profondi e ben drenati. Scegliere terreni con pH tra 6.5 e 7.5. Terreni troppo acidi possono provocare degli sqilibri fisiologici.
Da maggio a settembre
Concimare con letame maturo e/o compost in autunno-inverno, vangare o fresare il terreno e lasciarlo riposare fino a primavera. Prima del trapianto usare un concime con rapporto 1/3/3.
Sulla fila: 40 cm
Tra le file: 70 cm
Si raccoglie dopo la prima gelata.
Peronospora: è una malattia fungina che si sviluppa sulle foglie quando ci sono condizioni di caldo umido, per esempio in giugno. Per combatterla bisogna spruzzare preventivamente le foglie con prodotti a base di rame. Cavolaia: lepidottero che gradisce particolarmente la foglia del cavolo. Spruzzare insetticidi a base di piretro.
Aspettare le prime gelate per raccogliere le foglie più verdi, altrimenti conservarlo nel freezer prima di consumarlo.
Si utilizza anche per alleviare i disturbi dati da malanni stagionali, come i dolori articolari, o per favorire una buona digestione. A rendere l’ortaggio così versatile è il concentrato di vitamine.
Il cavolo lavagnino è ottimo anche semplicemente bollito, accompagnato da patate e condito con l’olio novello, oppure ripieno di magro in brodo. Una ricetta ligure lo vede anche come condimento del riso insieme al brodo di pesce.